pp. 238, brossura, illustrato bianco e nero
"Questi due volumi su Castri di Lecce hanno avuto, per cosi dire, di fronte una strada obbligata, imposta per un verso dalla concreta disponibilita delle fonti superstiti e per l’altro da una lettura a vasto raggio che queste hanno suggerito di fare: piu precisamente, la scelta della pubblicazione del catasto onciario e stata conseguente ad una valutazione obiettiva, che e quella di recuperare integralmente l’unica fonte organica ancora ben conservata nei nostri archivi; la riflessione storiografica e partita, invece, dalla ricognizione della letteratura gia edita per passare al censimento, sotto forma di inventario analitico, delle carte relative al piccolo centro conservate nell’Archivio di Stato di Lecce per poi aprirsi alle prime analisi che hanno toccato sia problemi di ordine generale, visti in una visione d’insieme, come un affresco di cui si vuole solo dare una fotografia, sia altri di ordine piu settoriale, declinati entrambi in tempi diversi, con il riferimento cioe a cronologie non sovrapponibili, ma che attendono ora di trovare specifici approfondimenti in ricerche successive. Oltre a questo si e voluto anche dare spazio ad alcune indagini di natura prosopografica, relative ad importanti personaggi locali, uno dei quali (Mario Antimo Micalella) forse troppo presto dimenticato e oscurato, almeno rispetto agli altri (Giovanni Vernazza, i fratelli De Pascalis e Antonio Verri) che godono ancora nel paese di una larga notorieta per aver lasciato segni visibili del loro impegno filantropico nel campo educativo-assistenziale."